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L’Italia che vorrei (prima del video di Fini) — 3 commenti

  1. Questa breve nota è stata pubblicata su Facebook da un giornalista che fa il corrispondente da Milano di un quotidiano nazionale.

    “3 giornalisti di una tv privata intercettano Berlusconi all’entrata del ristorante da Giannino subito dopo Milan-Lecce 4 a 0. Chiedono commento su partita e lui seguito da codazzo di gnocca: “L’importante è che ci sia la figa”. Stessa scena all’uscita e lui: “Ma siete ancora senza figa?”. Of course lo scoop non è stato… mandato in onda….”

    O è vera o è falsa.
    Se è vera mi chiedo se non sia da rinchiudere, altro che presidenza del consiglio.
    Se è falsa ci sono altri che vanno rinchiusi; ma in ogni caso non si può andare avanti così.

  2. Caro Claudio, analisi lucida e del tutto condivisibile.
    Pero’ in questa mattinata di pioggia, facciamo un passo avanti: come ci muoviamo per far si che questo si realizzi (prima o poi, meglio prima)?
    Non e’ il momento di tornare a far si che …noi ci si metta in prima fila a “tirare la carretta” e farci sentire non solo su facebook ?
    Non e’ rivolto a te in prima persona che con il tuo esempio di serietà professionale hai guidato generazioni di giovani, ma anche a te perche’ continui a impegnarti e a spingerci a farlo su scala nazionale.
    Ho l’età (51 anni fra pochi giorni) per aver vissuto molte delusioni. Ma se rimaniamo solo alla memoria di queste e non cerchiamo un domani migliore (con tanta testardaggine!) non credo che avremo fatto il nostro dovere.
    E non credo che basti testimoniarlo solo nel proprio ambito di lavoro o culturale.
    Dobbiamo andare nelle piazze e sui giornali a dire che il video di Fini (e quelli gia’ visti nei giorni scorsi dal PDL) non ci interessano tanto quanto fermare l’emoraggia economica e sociale di questo Paese. E dobbiamo andare a dire che “un’altra Italia è possibile” ma ri-mettendoci in prima fila, come tanti anni fa.

    Un abbraccio

    Dario

    • Io ho scelto nel lontano 1977 di lavorare in piccolo (schifato da alcune cose della politica che avevo ritrovato persino nei gruppi dirigenti dei puri dei puri e noi ci siamo conosciuti proprio nel 1977).
      Da allora sto continuando a farlo occupandomi di educazione. Continuo ad occuparmi di quello e il mio contributo cerco di darlo scrivendo, punzecchiando i politici quando mi capita, e cercando di continuare a mantenerle l’entusiasmo, perché la cosa più importante per chi si occupa di educazione è far percepire che lo si fa con passione e credendoci.

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