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Il PD e la cosa nuova sul suo fianco destro — 5 commenti

  1. Non mi sono espresso molto durante questa campagna elettorale e la ragione è che non mi sono mai sentito così spaesato.
    La soluzione che avrei sposato con entusiasmo prevedeva un’alleanza di sinistra su 3 gambe: il PD, irrinunciabile per storia, per mole di voti, perché durante il governo Draghi ha sempre agito in modo onesto e condivisibile (da me); il centro-sinistra di Calenda e Renzi, che non mi sono simpatici ma di cui condivido l’impostazione sul tema energia e non condivido l’impostazione, anzi i toni, sul reddito di cittadinanza, inoltre questa fazione era “addolcita” da “+ Europa”; la sinistra-verdi di Fratoianni e Bonelli di cui non condivido quasi nulla, ma che sarebbe servita a caratterizzare a sinistra la coalizione.
    Invece …. Invece puff e tutto si è frantumato. Oggi mi trovo scisso anch’io, credo come tanti, e non ho dubbi su chi scegliere: il PD. Ma non mi soddisfa, vorrei delle posizioni decise su energia piuttosto che pustolotti sul voto utile, sul pericolo delle destre, ecc.
    E quindi voterò PD turandomi il naso (Montanelli docet), perché non ho altro da proporre. Calenda e Renzi sono pieni di sé e vagheggiano di questo mitico centro che diventerà il fulcro di un nuovo governo Draghi che Draghi smentisce ed è impossibile perché vinceranno le destre.
    E vinceranno perché ognuno ha guardato il suo ombelico anziché l’interesse dello schieramento progressista e del paese. Avremmo perso comunque? Forse sì, ma forse un centro-sinistra unito avrebbe avuto quel potere magico di attirare anche i voti degli incerti e dei delusi, lasciando spazi per sognare sia a chi vuole una sinistra tutta rivolta alla difesa dei deboli, sia a chi crede che l’interesse nazionale debba essere al primo posto, sia a chi crede nei diritti civili di un paese democratico.
    Un passo di qui e cadi nei 5 stelle e nel loro populismo riscoperto grazie alle minacce di abolizione del reddito di cittadinanza. Un passo di lì e cadi in pieno centro destra e in quel canestro fatta di paccottiglia sovranista, anti-immigrazione, catto-reazionaria sui diritti civili.
    Non condivido le sparate di tanti amici che voteranno Calenda-Renzi, soprattutto perché si stanno alienando i ceti popolari, col rifiuto del reddito di cittadinanza. Ora a me non piace per nulla questo strumento di difesa dei meno abbienti, però un conto è dire non lo aboliremo ma lo ristruttureremo e assicureremo a chi è in difficoltà un supporto significato, altro è dire lo aboliremo e poi faremo qualcosa d’altro.
    In sintesi, continuo a credere che l’unico modo per la sinistra di essere vincente sia la sintesi in un partito o coalizione o federazione che non lasci spazi per un elettore progressista di sentirsi escluso. Mi si dirà che in tale schieramento la sintesi è impossibile ed io dico allora come fa a vincere la destra o come fa la sinistra americana?
    Vabbè ho in bocca l’amaro sapore della sconfitta, ma penso che forse le sconfitte sono inevitabili, purtroppo anche quando si è alla canna del gas non solo per il gas ma anche per la situazione internazionale in veloce evoluzione, e che possono avere anche un effetto positivo se spingono ad analizzare gli errori commessi ed a raddrizzare il corso. Inoltre, secondo me la sconfitta può contribuire ad eliminare quelli che si credono il centro dell’universo e che ….. io dai miei principi non mi schiodo. Se non ci si schioda un po’ dai principi non si fanno compromessi ed alleanze, e quindi si perde.
    E comunque chi non vota è un cretino. Quando non ci si identifica in nessuno si sceglie il meno peggio, se no si rinuncia al mondo intero e si perde il diritto di protestare.

     

    • Caro Bruno, grazie di questo intervento; la nostra generazione esercita sempre lo spirito critico e qui siamo sul filo delle sfumature. Ci divide la opportunità di una scelta finale di un tipo o dell'altro ma non la sostanza delle argomentazioni.

      Il risultato elettorale ci dirà cosa sarebbe stato meglio fare: se turarsi il naso o vedere se si può fare qualcosa di diverso che non costringa più a turarsi il naso.

  2. Il mito di "Renzi traditore" andrebbe perlomeno riportato alla storia e alle sequenze temporali, specialmente per chi non nomina i tradimenti di Bersani ed Epifani. Renzi non è il ренегат Каутский (rinnegato Kautsky, per chi non leggeva Lenin in lingua originale). Ha fatto quanto ha detto. E' l'unico ad essere stato eletto DUE VOLTE segretario del PD, con una percentuale dei due terzi degli iscritti, nel 2017. In direzione la presenza dei riformisti rispecchia tale proporzione.
    L'errore imperdonabile di aver personalizzato il referendum è innegabile ed è consegnato alla Storia. La Riforma Costituzionale però è stata contrastata anche all'interno del PD (v. Bersani). E' storia vecchia da rivangare il fatto che l'eliminazione del Senato in favore di una Camera delle Regioni è sostanzialmente quella dell'Ulivo nel 1996 (88 tesi), Ulivo al cui interno c'erano due formazioni comuniste. La sconfitta nel referendum non fu dovuta solo alla personalizzazione ma al tradimento delle forze di sinistra, a partire da un'ANPI lottizzata il cui anziano Presidente Smuraglia pensava di essere diventato un grande Capo Partigiano, cosa che non fu mai nella Resistenza (con tutto il rispetto per la sua coraggiosa scelta giovanile).
    Sfaterei anche lo "stai sereno", ma chi ha buona memoria ricorderà ancora di Letta, Alfano, il loro Governo, il documento "Impegno Italia" tirato fuori dal cilindro ecc. ecc.
    Ognuno vede il tradimento a modo suo.
    Roba vecchia comunque.
    Sui segretari successivi a Renzi vogliamo parlare specificamente? Zingaretti? Vogliamo parlare dei Giovani Turchi di Orfini o solo di Base Riformista? E di Base Riformista vogliamo parlare del suo sostanziale silenzio in questi ultimi mesi? Il loro ultimo post su Facebook è del 26 agosto, quello precedente del 19 luglio.
    Legittimo che ognuno veda i suoi traditori: ho giurato a me stesso che non voterò nessuna coalizione in cui ci sia il traditore Bersani. Per fortuna non si è messo in lista, così dovrò decidere con più oculatezza, anche se dei miei giuramenti non mi fido poi tanto.

     

  3. Il 40% di Renzi crollato poi al 18% somiglia molto ai crolli di Salvini e del M5S. Quando dalle chiacchiere si passa ai fatti la gente vede di che pasta sei fatto e ti toglie il consenso.
    Nel caso di Renzi i due risultati sono stati intervallati da un referendum in cui ha commesso un errore che un politico degno di tale nome non commetterebbe mai, l'ha personalizzato al punto di dire, se perdo mi ritiro dalla politica.
    In molti hanno votato contro per toglierselo dalle scatole e questo non poteva non prevederlo. I segretari del PD che sono venuti dopo Renzi hanno dovuto operare con gli uomini da lui fatti eleggere nei posti chiave e questo non è facile per nessuno.
    Quello di Renzi nei confronti del PD non è stato solo un tradimento ma una vigliaccata bella e buona. Non so se Letta ha ragione quando dice che Renzi avrebbe fatto perdere voti. Di certo io per quello che può contare ho dichiarato (e si può leggere nei miei post) ben prima della caduta del Governo che in caso di alleanza con Italia viva non avrei rinnovato il mio voto al PD. Non c'entrano discorsi politici, per me chi ha tradito una volta resta traditore in eterno non degno quindi di alcuna fiducia. Del resto anche Dante pone i traditori nel girone più basso dell'Inferno
     

    • Renzi un errore l’ha fatto, fidarsi del PD, o meglio della sx del PD, errore attribuibile ad inesperienza, all’impetuosità della sua azione politica ed anche alla sua buona fede, cosa, questa che ma è poi mai farebbero di lui un traditotore, ma chiedo, possibe che intelletuali di sinistra quanti se ne trovano anche qui, usino quel termine senza vergogna, quando tutti sanno che l’intera storia della sinistra è fatta di tradimenti, sinanco di ammazzamenti? e allora una verità bisogna pur dirla, la morale della sinistra sta tutta lì, il fine (loro) giustifica qualsiasi mezzo, tutto il resto sono chiacchiere sulla libertà, di cui tanto abbiamo bisogno

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