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qualche suggerimento per le liste di Monticiano — 1 commento

  1. Ottime osservazioni, le tue.
    Sulle potenzialità escursionistiche, aggiungo che il tuo mastodontico lavoro di sentieriatica e cartografia, che è oltre il massimo, direi, di dove può arrivare la singola operosità volontaria del privato cittadino, non potrà mai decollare se manca il complementare impegno della pubblica amministrazione nella cura, nella sorveglianza, nell'organizzazione e nella promozione del territorio.
    Il territorio aperto e naturale è ancora dedicato al settore produttivo primario, con un'attività "estrattiva" di risorse, che depaupera ambiente e paesaggio, e che porta il valore aggiunto ben fuori dal comune, e che ostacola la nascita e l'affermarsi di altre economie, specialente quelle turistico-ricettive.
    Il valore degli immobili è mediamente e significativamente più basso rispetto a quello dei comuni limitrofi (come risulta dall'Osservatorio OMI dell'agenzia delle Entrate), perché la gente non circola, non vede, quindi non può apprezzare e acquistare una casa in un posto gradevole.
    Il caso di Scalvaia è emblematico. La vicina Torniella ha una vita vivace, mentre Scalvaia contra ormai circa 30 abitanti. Scalvaia ha una strada a sfondo cieco: non ci si può passare, ma ci si deve andare volontariamente. Se divenisse il portale escursionistico dei Canaloni, apprezzati da molte persone, il paese potrebbe rivivere, con beneficio dell'economia di tutti.
    Certo che questo potrebbe dispiacere a qualche paese, "rivale" (dal latino rivus, cioè dall'altra sponda del fiume). In effetti, la scelta (o non scelta) di tenere la strada aperta favorisce Torniella e condanna Scalvaia. Forse questa circostanza è attuata inconsapevolmente, oppure è possibile che Monticiano abbia preferito, anche in passato, non ostacolare il comune rivale (sempre nel senso di rivus), forse perché Monticiano non esprime personaggi politici di peso regionale o nazionale. Con buon sacrificio di Scalvaia che, alla fine, sconta poche decine di voti, e non è pienamente consapevole della questione, data l'età avanzata dei residenti, ed il loro comprensibile disinteresse per questioni di questo tipo, laddove sono certo più importanti politiche di welfare.
    Sulla Antica via Maremmana, come sai, l'ho percorsa e tracciata da Siena a Montepescali, evidenziando le problematiche tecniche e amministrative del percorso, che avrebbe un pregio escursionistico enorme. Era stata anche proposta nel progetto, curato per conto di associazioni di volontariato, delle così dette "vie etrusche" (complementari alla via clodia) , elaborato da me e da Sandro Vannucci, e inserita in un progetto di valorizzazione della transumanza in occasione della sua dichiarazione al patrimonio UNESCO da Terramare di Maurizio Zaccherotti, con un bellissimo progetto per le scuole cui ho avuto l'onore di dare un piccolo contributo.
    Credo che di tutto questo non ci sia riscontro nell'attività politica del comune, nonostante abbia cercato di mettere in contatto Emiliano Rabazzi, coordinatore dei comuni aderenti al progetto delle vie etrusche, e Alessio Serragli, per una proficua e auspicabile collaborazione.
    Adesso, sempre grazie a Sandro Vannucci, sta per passare un altro treno: il Cammino di San Michele, ma temo che altri territori attireranno questa grande opportunità economica che sono i cammini, e per i quali ho contributo anche a sostanziali proposte di modifica normativa a livello regionale (e che speriamo possano essere accolte).
    Temo che molti tratti della Maremmana resteranno sotto i rovi, ma forse è meglio così: la sua valorizzazione richiede esperienza, ma rischierebbe di essere affidata a soggetti che non potrebbero che fare un lavoro approssimativo, in ciò azzerandone il potenziale.
    Come ribadito più volte, benché lontano, il mio cuore batte sempre per questo territorio, specialmente per Scalvaia e la Val di Farma, dove sono nato.
     

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