I cori dal balcone e la gente di sinistra – CoronaMilano 4

16 marzo AdC (anno del coronavirus)

Sotto casa passa un’ambulanza. In questo quartiere di anziani non è una novità, ma oggi la sirena sembra più lugubre del solito. Sarà che spezza un silenzio irreale, sarà il pensiero del virus che ci circonda, ma non sembra la solita ambulanza. Invece non passano più gli elicotteri. Non passano quelli blu della Polizia che controllano i tifosi di San Siro, ma stranamente non passano neanche quelli gialli dell’elisoccorso che atterrano nel vicino Ospedale San Carlo. Buon segno?

Dal balcone sento chiaramente la voce di un passante in giro con il cane. Sta parlando con qualcuno affacciato al terzo piano. Sono lontani, ma in questo silenzio malato riesco a capire qualche frase: “...sua mamma è morta di Coronavirus… no, non hai capito, non aveva altre malattie… è morta proprio di Coronavirus...”

Da anni un paio di vicini di casa litigano urlando ogni giorno. In questi giorni di prigionia forzata mi aspettavo esplosioni d’ira fuori dal comune ed ero già pronto a chiamare il 112… Stranamente da 3 o 4 giorni non sento nulla. Strage già avvenuta?

Da almeno mezzo secolo ho sempre in tasca un’agenda; non ho mai avuto un’agenda elettronica. Scrivo impegni e appuntamenti. Oggi l’ho aperta per segnare una scadenza di maggio. La fettuccia di stoffa usata come segnalibro si trovava indietro di tre settimane. Era dallo scorso agosto che non capitava. Sembra che il calendario si sia fermato…

Google mi ha mandato la solita inquietante mail mensile con il riepilogo dei tuoi spostamenti. Mi dimentico sempre di disattivare questa invadente funzionalità che, leggendo le coordinate GPS del mio telefonino, memorizza ora per ora i miei spostamenti quotidiani. Con scarso senso della privacy (ma il gentile Google mi spiega che serve per darmi “consigli mirati sui ristoranti e suggerimenti su un tragitto giornaliero più rapido”) questa funzione indiscreta ricorda ogni via di Milano in cui sono stato, ma anche, metro per metro e minuto per minuto, le strade in cui sono stato in varie città del mondo. Prima di disabilitarla ne approfitto per guardare le statistiche dei movimenti degli ultimi mesi. L’istogramma è piuttosto vivace, ma improvvisamente si appiattisce a zero nelle ultime tre settimane.

Dopo l’agenda cartacea che mi ha appena mostrato la fine del tempo, ora Google mi spiega la fine dello spazio. Mi ricorda quel film con gli astronauti ibernati…

Passeggiata clandestina al Parco delle Cave. Poche persone camminano distanti fra di loro. Qualche bicicletta. Molti cani portano a spasso i padroni. Due adolescenti amoreggiano su una panchina. Sono gli stessi di qualche giorno fa… anzi no, non sono loro… strano, eppure… Ah, ora capisco: lei è la stessa, ma lui è un altro… Maledetti giovani! Ecco come si diffonde il Coronavirus!

La Rete regge. Sembra ovvio, ma non era scontato. Non riusciamo neanche a immaginare cosa faremmo se crollasse la Rete o, peggio, se non funzionassero più i telefonini. Fra poco sarà così in Africa; il virus già circola in quelle zone, ma appena scoppieranno le diagnosi scoppierà anche il web locale e la Rete forse non ce la farà.
Noi invece in questi giorni facciamo viaggiare decine di milioni di videochiamate, scarichiamo più filmati che in un intero anno ma… miracolo! la Rete regge!
Oltre a medici e infermieri dovremmo ringraziare anche gli eroi occulti che ci permettono di mantenere i contatti telematici. Un grazie a chi silenziosamente fa funzionare la Rete e grazie a chi l’ha progettata così robusta!

La Sinistra è cosa troppo importante per lasciarla in mano solo alla gente di sinistra”. Questo pensavo leggendo vari commenti di amici di sinistra che parlano con sufficienza e distacco dei flash-mob urlati dai balconi italiani. Centinaia di luci su finestre e balconi; torce e telefonini che disegnano nell’aria geometrie luminose. Attorno a casa mia qualcuno batteva pentole e coperchi, mentre altri urlavano “Viva l’Italia!”. Lo stereo dell’unica auto di passaggio suonava l’Inno di Mameli e la gente lo riprendeva cantando dai balconi. Sembrava la vittoria dei Mondiali dell’82!

Bello? Brutto? Non lo so e non mi interessa saperlo. Si, lo so: non tutti pensavano a medici e infermieri. Non tutti pagano le tasse per mantenere la Sanità e qualcuno ne approfittava per esaltare un’idea di Italia contrapposta “agli altri”… Ma chissenefrega? In quei cori c’era una tensione collettiva che in qualche modo univa intorno alla paura. Momento superficiale quanto si vuole, ma momento unitario e condiviso.

Ma sarà di sinistra o di destra? Ah già, dimenticavo: “La doccia è di sinistra e il bagno di destra” (o forse era il contrario, ora non ricordo). E’ questo il problema? Un flash-mob con le pentole non piace alla Sinistra Spocchiosa? Fa così schifo se non si canta Bella Ciao? E va bene! Se sapete fare di meglio fatelo, ma ricordate che non è proibito stare zitti…

Leggo molti post che chiedono di nominare Gino Strada al posto di Bertolaso come responsabile dell’emergenza Coronavirus per la Lombardia. Ho sempre sostenuto Emergency e ho sempre considerato Strada un grande antipatico (può essere un pregio), ma la proposta di nominare Strada mi sembra un po’ stupida. Fra Strada e Bertolaso chi conosce meglio il funzionamento della Protezione Civile italiana? Chi si muove con più efficienza nella burocrazia italiana? Chi può interagire con più efficacia con la Giunta Regionale lombarda?

A me sembrano queste le domande sensate. Altri invece trovano più interessante giocare ai Guelfi e Ghibellini. Non so chi ha ragione, ma sono sempre più convinto che la Sinistra sia cosa troppo importante per lasciarla in mano solo alla gente di sinistra…


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