Ingroia, Di Pietro, De Magistris

La notizia della serata è che l'attivo procuratore siciliano, dopo poco più di un mese di incarico prestigioso per conto dell'ONU, si mette in aspettativa per candidarsi alle elezioni in una lista arancione che, oltre a Di Pietro e De Magistris, dovrebbe puntare a raccattare il "meglio" della sinistra fallimentare, dai verdi a rifondazione.

In effetti mi pare di ricordare che prima di partire a chi gli chiedeva se avesse intenzione di darsi alla politica rispose con il classico adagio dei politicanti di mestiere: "mai dire mai"

Tre considerazioni:

  1. Serve una legge che senza ledere i diritti civili dei magistrati tuteli, per converso, l'autonomia dell'ordine giudiziario. I magistrati si possono presentare alle elezioni mettendosi in aspettativa, ma in caso di accettazione della avvenuta elezioni si dimettono per sempre dalla magistratura. Ciò permetterebbe a loro di lavorare meglio e ai cittadini di stare tranquilli.
  2. Che garanzie di serietà ci dà uno che molla le inchieste per un incarico prestigioso e un mese dopo molla il timone? O ha scherzato prima, e allora è inaffidabile, o è uno che non rispetta gli impegni in nome della bramosia dell'apparire.
  3. La compagnia di questo nuovo rassemblement è molto male assortita ed è prevedibile che, salvo in qualche contesto locale, ricevano il consenso delle insalate miste in cui sono state verdure che non legano. Sono molto incuriosito dalla estrema sinistra che si mette con Di Pietro e con il Di Pietro che annaspa dopo che sono venuti al pettine sia i problemi di natura morale dentro IDV sia quelli di incapacità politica.

Doverosa precisazione: la richiesta al CSM ha solo natura cautelare; non ha ancora deciso e lo farà venerdì; saremo tutti in ansia se dare la preminenza nella notizia al cosa farà Monti o a cosa farà Ingroia.