non è normale se il futuro scompare a Monticiano

Forse un giorno ci racconteranno come è andata, ma non è normale (mentre pubblicavo questo articolo è comparso il comunicato di Massimiliano Borgia che motiva la sua rinuncia) – lo pubblico in coda al pezzo.

Massimiliano Borgia comparve sulla scena politica di Monticiano un paio d'anni fa in occasione di una assemblea pubblica al circolo di San Lorenzo a Merse dedicata alla approvazione del progetto del lotto della superstrada Siena Grosseto passante per il nostro territorio. Era stato messo nel 2017 in lista con Serena Bartalucci candidato sindaco ma arrivò tra gli ultimi (essendo foresto).

Gestì lui la serata alla presenza del consigliere regionale Bezzini. Il proposito era quello di esercitare le dovute pressioni affinché, almeno uno dei due svincoli di Iesa-Petriolo e di San Lorenzo, potesse fungere, attraverso parcheggi adeguati, da punto di interscambio con il trasporto pubblico e garantire un decente collegamento con l'asse Grosseto, Siena, Firenze. Iniziativa lodevole, da sempre prospettata da tutti a Monticiano.

In quella sede rimasi colpito negativamente dalla assenza al tavolo di presidenza della amministrazione comunale. Feci presente che quando un comune delle dimensioni di una caccola (per chi vede le cose da Roma) vuole spuntare qualcosa è fondamentale muoversi in una dimensione istituzionale (comune, unione dei comuni, provincia e regione uniti) perché in caso contrario ci si limita a fare della propaganda elettorale. Rimarcavo negativamente il fatto che la iniziativa non fosse stata organizzata dal Comune (maggioranza ed opposizione insieme) e auspicavo che almeno il successivo incontro in Regione avesse come capo delegazione il Sindaco.

In risposta mi fu mostrata una mail con cui (il giorno stesso !!!) il Sindaco veniva invitato all'incontro. Io che ero abituato, quando dalla opposizione si invitava il Sindaco, a concordare la data con almeno 15 giorni di preavviso fui sconcertato dalla mancanza di cultura istituzionale; il Sindaco Colozza, quella sera, sino alle 19, rimase con gli altri Sindaci a fare giunta all'Unione dei Comuni e questa è la ragione per cui nessuno dei sindaci del territorio fu presente alla assemblea. Iniziativa di parte, sgarbo istituzionale e, naturalmente, l'incontro in Regione fu fatto direttamente da Progetto Monticiano perché l'importante era fare i primi della classe e scattare una foto con l'assessore, cosa che, come si vede, fu fatta. Di quella serata ne ho trattato in La due mari e Monticiano

Quando Serena Bartalucci si dimise dal Consiglio Comunale ci furono una serie di rinunce per consentire a Borgia, ancora residente in Piemonte, di subentrare in Consiglio e da allora fu lui a fare da anima-animatore del gruppo di minoranza. Poi, qualche mese fa, dopo la morte di Colozza, è comparsa la pagina Facebook "un futuro per Monticiano", prima come stimolo ad affrontare i problemi di Monticiano a 360° e poi come germe di una lista futura civica.

Grandi dichiarazioni di indipendenza, post che pretendevano di volare alto ma scontavano la disinformazione sul territorio da parte di chi li scriveva (paradigtmatico fu il caso della sentieristica Monticiano e il suo futuro: sentieri – turismo – sviluppo) , assemblee popolari tra giugno e luglio nel capoluogo e in tutte le frazionie, infine la pubblicazione di un programma elettorale così alto e ambizioso che, come ho già scritto, avrebbe richiesto almeno 15 anni, altro personale politico e, soprattutto, risorse di bilancio pari ad almeno 10 volte quelle di cui Monticiano dispone.

Ho partecipato alla assemblea di Iesa e ho rivisto un po' di compagni (del PD e delle sue costole di sinistra) di quelli che si spostano quando bisogna esserci. Insomma tutto lasciava presagire una battaglia politico-amministrativa di alto profilo, con un candidato sindaco della serie "è cambiato il mondo e dobbiamo accettare la sfida" anche se ogni tanto uscivano un filo di egocentrismo e sparate tra il grillino e il no-TAV. Di certo un programma amministrativo basato su un nuovo rapporto con i cattadini e sulla indipendenza dalle forze politiche con un arrivederci alle imminenti assemblee di presentazione del programma e della lista.

Poi qualche giorno fa le prime voci relative al disarcionamento di Borgia con due varianti:

  • Borgia ha mollato perché non si sentiva sufficientemente appoggiato nemmeno dagli altri consiglieri uscenti,
  • Borgia è stato messo da parte dal nucleo storico del PD che chiedeva una maggiore coincretezza nella proposta amministrativa.

Fatto sta che ancora oggi, a leggere le due pagine di "Progetto Monticiano" e di "Un futuro per Monticiano" non è successo nulla mentre in tutti i bar e i circoli del paese e delle frazioni non si parla d'altro (e tutti fanno il nome del nuovo candidato sindaco). Ad maiora e tanti auguri.


il comunicato di Massimiliano Borgia


Non mi candido a sindaco di Monticiano perché non mi va di essere incasellato in uno dei due schieramenti in cui il paese è pericolosamente ingessato da oltre 20 anni.
Mi sono speso per un progetto che riunisse, dal basso, le forze vive del paese: un progetto per dare un futuro a Monticiano e alle sue frazioni per non perdere il treno del green new deal che sta passando. Una lista civica responsabile, che avrebbe poi aperto un dialogo con i partiti.
Ai partiti devo dare atto di non avere messo naso in questa operazione e di non avere nemmeno tentato una minima influenza.
Ma io non sono riuscito ad infilarmi in questa contrapposizione tra "quelli" contro "quegli altri". Monticiano è stufa di divisioni, ne sono sicuro. Ma io non sono riuscito a fare apprezzare il mio impegno come un impegno al di sopra delle vecchie parti. Non mi sarei candidato per vendicare le frustrazioni politiche di qualcuno e nemmeno per mandare a casa qualcuno. Quello che penso della qualità politica dell'amministrazione uscente l'ho detto, in faccia, ed è agli atti, in consiglio comunale.
Credo in una politica dal basso, e credo che Monticiano possa diventare un vero laboratorio politico se tutti vengono coinvolti in una riflessione sul futuro della comunità. E il gruppo che si è mosso con me nelle assemblee popolari è stato un buon gruppo che ha lavorato con un entusiasmo a tratti commovente.
Ma il mio nome non è riuscito a coagulare una squadra di candidati, soprattutto giovani.
Ho pensato che sia giusto che io faccia ancora un bel po' di gavetta nella vita sociale di Monticiano.
Solo a seguito di un radicamento più forte potrò candidarmi a leader di questa comunità.


due parole di commento


Bene la volontà di uscire dallo spirito di contrapposizione. Bene l'appello alla politica dal basso, bene la scelta di fare un po' di gavetta. Resta una domanda da 10 milioni dollari. Non è un po' presto per esprimere la volontà di candidarsi a leader di una comunità? Ai miei tempi si diceva che il primo passo per fare politica è quello di fare l'inchiesta e direi che il secondo è una minore prosopopea.

Concordiamo io e Massimiliano sul fatto che non si fa mai politica per mandare a casa qualcuno, ma si opera per idee forza e progetti praticabili; concordiamo anche sulla necessità, specie nelle comunità piccole, di una dimensione civica. Gli ricordo che, proprio su questo punto, quelli con cui lui si presentò nel 1997, mi misero da parte perché era fondamentale schierarsi.


In questa pagina trovate i miei articoli dedicati alla politica amministrativa di Monticiano